casa
e finalmente arrivo a casa, quella che ora è casa ma che presto non lo sarà più, anzi, a pensarci bene questa non è mai proprio stata casa ma più che altro un luogo di transito, mai troppo amato, mai troppo voluto.
Il brutto è che è vuota. Pulita. Senza più tracce. Impersonale con i suoi quadri a terra che mai verranno appesi alle pareti e i suoi scatoloni di cartone mezzi pieni. Sapevo io di essere una maga, non li ho mai voluti svuotare quelli, tanto ho sempre saputo che qui non ci sarei rimasta.
Il brutto è che una casa la voglio disperatamente. Un posto mio in cui lasciare le valige nell'armadio e tirarle fuori solo per le vacanze. Un posto dove posso colorare le pareti di verde mela, scegliere i mobili e mettere le mensole.
Il brutto è che una casa la voglio non so dove. Sempre divisa tra più luoghi della mente e del cuore. Ora i luoghi del cuore aumentano ma mai coincidono con quelli del dovere.
Il brutto è che una casa la voglio non so dove. Sempre divisa tra più luoghi della mente e del cuore. Ora i luoghi del cuore aumentano ma mai coincidono con quelli del dovere.
radici ed ali, sempre in antitesi.
